LA PUBBLICAZIONE DI CONTENUTI ILLECITI (parte prima)

30 OCTOBER 2017
Diego Ganeo
CEO

Con questo articolo, mi accingo a dare avvio ad una rassegna di approfondimenti che mirano a svelare i delicati temi della responsabilità inerente alla pubblicazione di contenuti illeciti online.

L'argomento, infatti, ormai di attualità quotidiana, coinvolge non solo gli autori dei contenuti illeciti ma anche i fornitori di servizi internet che ospitano i contenuti (meglio noti come internet service providers o, più semplicemente, ISP) e, più o meno indirettamente, gli utenti terzi fruitori dei contenuti.

Prendiamo ad esempio un caso tipico (oggi, forse, tra i più comuni): Tizio, senza autorizzazione di Caio, condivide su una piattaforma gestita da un ISP un contenuto che scredita l'onore e la reputazione di Caio.

Esaminiamo, in questo primo articolo, la posizione di Tizio.

L'art. 15 del Codice dalla privacy afferma che “chiunque cagiona un danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell’articolo 2050 del codice civile”. Il secondo comma dell'art. 15, inoltre, aggiunge che il danno non patrimoniale è risarcibile anche in caso di violazione dell'obbligo di trattare i dati personali in modo lecito e secondo correttezza.

Vediamo, quindi, che cosa il Codice della privacy intende per "dati personali". L'art. 4, in merito, stabilisce che trattasi di "qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale".

Analogamente, il Regolamento europeo 679/2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, sancisce il diritto, in capo a chiunque subisca un danno materiale o immateriale causato da una violazione del regolamento, di ottenere il risarcimento del danno.

Ciò premesso, è opportuno osservare che il diritto alla riservatezza si configura sotto duplice prospettiva: da una parte, è il diritto di escludere i terzi dalla propria sfera di intimità e vita privata; dall'altra, è il diritto di mantenere il controllo sulle proprie informazioni e, pertanto, essere i soli titolari del diritto di scegliere se pubblicare o meno una propria informazione.

Soprattutto secondo tale ultima accezione allargata, sembra ben ammissibile considerare che il "danno" di cui all'art. 15 del Codice della privacy non debba necessariamente comportare la lesione di un valore personale ma possa già di per sé esistere in presenza di una non autorizzata pubblicazione di contenuti inerenti ad una persona.

Tizio, pertanto, rendendo pubblico un contenuto relativo alla persona di Caio, senza la di lui autorizzazione, su una piattaforma gestita da un ISP, è a tutti gli effetti passibile di azione di risarcimento del danno da parte di Caio per violazione degli obblighi sanciti dal Codice della privacy.

Nella seconda parte di tale articolo, tratteremo invece la responsabilità dell'ISP nell'ospitare i contenuti illeciti condivisi da Tizio.

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