VISUALIZZAZIONE DI MODELLI BIM IN AMBIENTI VR-AR-MR

26 JULY 2017
Renato Caenaro
CEO

Cosa significa fare ricerca?

Lavoro in un’azienda, SilentWave, che cerca di proporre innovazione con i suoi prodotti; la ricerca è il nostro pane quotidiano.

Innovazione e ricerca sono due facce della stessa medaglia, compito delle aziende è portare innovazione, sia che si parli di nuovi prodotti sia di servizi all’avanguardia. Ma come si costruisce un percorso di innovazione? L’innovazione parte dalla ricerca, quella ricerca che spesso non è possibile fare all’interno dei contesti aziendali per i “soliti” motivi: mancanza di risorse, di personale qualificato o motivato, mancanza di tempo, impegni presi verso i clienti.

Siamo quindi vincolati al modello in cui a pochi “eroi” è richiesto l’onere della ricerca e dell’inventiva a scapito delle loro energie e tempo libero?

Ho avuto il piacere di essere presente all’Investor Day organizzato dalle Università di Padova, Venezia, Verona e Trento presso l’Aula Magna del Bo di Padova (sì, quella nel cui ingresso è conservata la cattedra di Galileo). Durante questo appuntamento si è discusso di cos’è la ricerca e del ruolo che l’università svolgono nell’avvicinarsi al mondo del lavoro come fonte di ricerca. La parte più interessante è stata però la presentazione dei progetti di ricerca, 28 progetti finanziati, presentati solo 8, quelli più importanti. Con mia grande soddisfazione è stato presentato il progetto di ricerca di cui SilentWave è partner aziendale.

SilentWave ha deciso di intraprendere un percorso di ricerca assieme all’Università di Padova, Venezia, Verona e Trento come percorso parallelo a quanto già svolto in azienda. L’obbiettivo di SilentWave è quello di approfondire la tematica della visualizzazione di modelli BIM in ambienti VR-AR-MR . Sarete sicuramente tutti affascinati dai video su Youtube che ci promettono una visualizzazione dei nostri progetti in motori da videogiochi come Unity o UnReal con render in realtime fotorealistico e navigabilità, ma avete mai provato a trasportare un modello all’interno di uno di questi motori? Beh buon divertimento se avete qualche ora da “investire”...

La sfida è quella di trovare il miglior approccio nella trasformazione delle geometrie, nella trasformazione dei materiali, nel minimizzare il consumo di risorse hardware nell’ottica di una portabilità verso mobile e web, ma soprattutto nell’individuare un workflow che sia ripetibile in quanto i modelli BIM evolvono e le loro rappresentazioni di visualizzazione dovrebbero agevolmente seguire questa evoluzione. La ricerca durerà circa un anno e parte di questa sarà condotta presso l’importante università americana DUKE in North Carolina dove dove da decenni si lavora su tecnologie come il CAVE, un sistema di proiezione stereoscopica su sei superfici (tutte le pareti di una stanza) con tracciamento della testa de del copro dello spettatore.

Chi è interessato a questa tematica non esiti a contattarci, crediamo in una ricerca condivisa.

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