FEBBRE DI FABBRICAZIONE

02 AUGUST 2017
Paolo Borin
PhD & EDU Program Manager

I falegnami ne sanno sempre più degli altri. Ole Kirk Kristiansen, inventore del LEGO, ha reso il fascino tra architettura e costruzione popolare fin dall'infanzia. Oggi, da adulto, mi appare ancora più interessante il rapporto tra architettura, costruzione e la tecnologia che ne permette il funzionamento.

Dal XV secolo alcuni teorici francesi hanno inventato la stereotomie, ufficialmente la scienza del taglio dei solidi, traducibile ad oggi come una prefabbricazione in loco: come in un programma TV di cucina, immagino una superficie architettonica, ne ricavo le istruzioni per produrre ogni sua parte tale da risparmiare materiale, assemblo il tutto, et voilà.

Dal 1987 mass customization rappresenta la capacità di distribuire prodotti che soddisfino alcune necessità degli acquirenti, con una efficienza quanto più simile possibile alla produzione di massa. Siamo così tutti abituati a scegliere il colore dell’auto, il colletto della camicia per il matrimonio, la sedia più adatta. Ogni edificio è in questo senso una forma di mass customization distorta: pur con processi e materiali simili, è presente una eccessiva personalizzazione, che provoca un calo dell'efficienza dell'industria delle costruzioni, ben segnalata in ogni buona presentazione dagli analisti.

Dal 2011 si affacciano le prime applicazioni di produzione additiva anche per l’architettura: è una primavera di soluzioni differenti. Senza voler banalizzare una questione complessa, sembra di capire che occorrerà scegliere tra il processo indiretto stampo-trasporto-assemblo e quello diretto costruisco-mentre-stampo.

Per la prima, e per le notevoli applicazioni dell’intervento sul costruito, un fatto è certo: servirà sempre più relazione tra sistemi differenti.

Quindi tranquilli, il BIM è salvo!

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